Dizionario araldico

Piccolo Dizionario araldico

ALBERO
L’albero generico significa concordia nella patria, nell’esercito e nella famiglia. Questo perché i rami provengono da un unico tronco.

ALLORO
E’ la più nobile delle figure vegetali usate nel blasone, poiché con l’alloro si coronavano a Roma gli imperatori, i guerrieri trionfanti, i poeti ed i vincitori dei giochi Olimpici. E’ quasi sempre rappresentato onusto di frutti.

ANIMALI
Sono le figure più nobili del blasone. Il loro colore araldico è il più possibile simile al loro colore naturale.

AQUILA
Con il leone l’animale più nobile del blasone. Simboleggia la vittoria, la potenza, la prosperità. È anche il simbolo dell’impero.

ARALDICA
E’ la scienza che regola e governa la composizione degli stemmi.

ARALDO
Figura incaricata di regolare le feste cavalleresche e di annunciare i tornei medioevali.

ARGENTO
Colore dei Guelfi e dei Bianchi in Italia, l’argento è uno dei metalli usati in araldica. Sul campo si rappresenta lasciandolo in bianco. Per il suo splendore, per il colore metallico e per la sua bellezza, l’argento ha sostituito in araldica il colore bianco. Amicizia, equità, giustizia, innocenza e purezza sono il suo significato allegorico. Si riproduce sulla carta in foglia o in polvere.

ARMA
Lo scudo insieme alle pezze araldiche e agli smalti.

AZZURRO
Essendo il colore del cielo simbolizza tutte le idee più alte: fermezza incorruttibile e la gloria. Cicerone si vestiva spesso d’azzurro per far comprendere che i suoi pensieri erano alti. Eginardo lasciò scritto che Carlo Magno si vestiva alla francese, cioè con un saio azzurro. In Italia fu distintivo dei Guelfi.

BADILE
Simile alla vanga, è il simbolo della vita laboriosa e della fatica guerriera.

BANDA
Simbolo delle antiche famiglie guelfe, vuol anche rappresentare il Cavalierato o gli alti gradi delle antiche milizie, la banda è una pezza onorevole. È posta in diagonale dal cantone superiore destro al cantone inferiore sinistro, e ne occupa quasi la terza parte.

BANDIERA
In araldica nome generico con il quale si identifica lo stendardo, il pennone, il vessillo, l’orifiamma, il gonfalone, ecc. Porta i colori di una comunità, di una nazione, di un proprietario. Se posta nello scudo significa conquista e giurisdizione sopra un preciso paese.

BIANCO
Lo si sostituisce generalmente con l’argento. Si trovano di questo colore pezze araldiche, fiori, animali, ecc. Era il colore di parte Guelfa.

BILANCIA
Fin dall’antichità è simbolo dell’equità e della giustizia, ed è sempre rappresentata con due piatti. In alcuni casi rappresenta anche il commercio di mercanzie.

BISANTI
Le figure tonde, somiglianti a monete d’oro o d’argento, anche se non hanno nessuna impronta, sono chiamate bisanti. Se è di colore pieno lo si chiama torta. Se una parte è colore e una metallo lo si chiama Torta – Bisante.

BLASONE
E’ la scienza che insegna a comprendere il significato delle armi nelle diverse figure araldiche, la proprietà, le leggi dell’araldica e la descrizione perfetta d’ogni arma.

BLASONARE
Descrivere le armi secondo i principi della scienza araldica, indicando i colori e le posizioni delle pezze araldiche. Per blasonare un’arma s’incomincia a indicare il colore del campo dello scudo, poi si passa alle figure principali descrivendone lo smalto, la loro posizione, il loro numero e quindi i loro attributi.

BRISURA
È una pezza araldica particolare che serve ad indicare nelle armi gentilizie i rami cadetti o bastardi di una famiglia. Infatti, solo il primogenito poteva portare l’arma nella sua integrità.Tutti gli altri aventi diritto dovevano introdurre delle brisure per evidenziare il loro grado di parentela. I più noti pezzi di brisure sono la bordura, il filetto in sbarra, il controfiletto, il lambello, il cantone, ecc

CAMPAGNA
Secondo il Crollalanza serve solo per sostenere torri, castelli e animali. Occupa nello scudo la terza parte inferiore. Gli araldisti ritengono sia inelegante far sostenere da una campagna animali e cose. Si chiama terrazzo quando la linea della campagna è irregolare o presenta scabrosità nel terreno. Non ha una simbologia particolare.

CAMPO
Il fondo dello scudo sul quale si disegnano le figure e le pezze.

CAPO
È la pezza onorevole di primo ordine. Occupa la terza parte dello scudo e vuol simboleggiare l’elmo del cavaliere.

CAPPELLO
Come segno esterno di dignità ecclesiastica i prelati, invece che con l’elmo, timbrano lo stemma con un cappello di diverso colore, a seconda della dignità, con due cordoni che scendono ai lati dello scudo e con nappe in numero diverso secondo il grado.

CASTAGNO
Simboleggia la Virtù nascosta e la Resistenza. La Virtù nascosta è simboleggiata dal frutto; la resistenza per la durezza del legno. Significa inoltre la Previdenza poiché il frutto, nascosto e accantonato, è importante nutrimento durante il duro inverno. Bellissima l’ode dell’abate Picinelli che così descrive la castagna: “Cingon di questo frutto orride spine,/bensì estreme spoglie,/ma soave dolcezza in seno accoglie.”

CASTELLO
È contrassegno di Nobiltà Antica e sta ad indicare anche la Podestà feudale. Se è d’argento, e si trova in un campo azzurro, sta a significare forte Virtù. Ergo, luogo inespugnabile.

CERCHIO
E’ il simbolo della perfezione e del compimento. Indica anche il mondo universale nel tempo e nello spazio.

CIMATO
Messo sulla cima.

CIMIERO
Il cimiero è una figura che cima l’elmo, dello stesso è anche un importante ornamento, oltre che servire per ripararsi. Era spesso usato anche per far apparire più alta la statura del cavaliere, e ispirare così terrore al nemico. Corna, penne, berrettoni, bandiere, animali e quant’altro sono le figure più note dei cimieri.

CINGHIALE
Rappresenta l’audacia unita alla ferocia. Classica figura rappresentata nei blasoni che vogliono rappresentare la caccia. Molti i modi di raffigurarlo nel blasone. Il più classico è nella posizione rampante. Ma si trovano anche nella posizione di passante, difeso, accollato, lampassato, ecc.

COLORI
I colori principali sono quattro: il rosso, l’azzurro, il verde, il nero. A questi si aggiungono tre secondari: il violaceo, o porpora, la carnagione ed il colore naturale. Il bianco e il giallo sono sostituiti dall’argento e dall’oro (denominati metalli), escluso quando le figure sono rappresentate al naturale, vale a dire con le tinte proprie. La tinta propria delle figure tratte dal corpo umano si chiama carnagione. Originale il sistema proposto per primo dal francese Vulson de la Colombière, intorno al 1600, per individuare i diversi colori con speciali tratteggi. Fu però Padre Silvestro da Pietrasanta a renderlo operativo pubblicandolo a Roma nel 1637.

CORONA
Classico ornamento di forma circolare, di metallo, fiori o foglie, che si porta al collo o sul capo. Si porta come decorazione, nelle feste o ai funerali, al valor militare o al merito civile. In araldica le corone indicano il grado di nobiltà. Si pongono sopra lo scudo o in cima all’elmo.

CORONA COMUNALE
È formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonature a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuno sormontata da una merlatura a coda di rondine; il tutto d’argento e murato di nero.

CROCE
Un palo ed una fascia uniti insieme formano una croce. La Croce è una pezza onorevole di primo ordine. Così troviamo scritto nel Dizionario Araldico di Pero Guelfi Camajani. Apparsa da più di 3000 anni, la croce è sicuramente uno dei simboli più antichi. Fu anche strumento di tortura: due legni, uno verticale e uno orizzontale, dove i condannati erano legati o inchiodati e lasciati morire. Così fu per Gesù Cristo. Dal IV secolo sostituisce il più antico dei segni del Cristo: i Pesci. Dall’VIII secolo è il simbolo di tutta la cristianità. Adottata dai crociati e dagli ordini cavallereschi, nel 1204 la troviamo accompagnata dalle chiavi di San Pietro. Nel secolo XVI cessa di essere emblema del Papa e della Chiesa. Lascia, infatti, il posto alle chiavi di San Pietro e all’Ombrellino. In araldica è quasi impossibile citare.

CROCE LATINA
Quando due segmenti di misura diversa si intersecano ad angolo retto, e il segmento minore è circa a tre quarti del segmento maggiore, essi formano una croce latina. È per antonomasia il simbolo del cristianesimo.

DECUSSE
Una pezza araldica formata dalla sovrapposizione della banda e della sbarra.

DECUSSATA
Dicesi la croce di Sant’Andrea e le pezze poste in quella posizione.

DESTRA
La destra di uno scudo è quella posta a sinistra di chi lo guarda.

FASCIA
Pezza onorevole di prim’ordine, che occupa il terzo di mezzo scudo.

FIGURE ARALDICHE
Tutto ciò che si può mettere all’interno di uno scudo per formare uno stemma.

FIUME
È rappresentato di azzurro o d’argento, a fasce ondeggianti, bande e sbarre ondate. Il fiume, il suo scorrere, rappresenta la fertilità la vita e la purificazione. Curioso, ma non troppo, che tutte le grandi civiltà del passato siano nate sulle rive di grandi fiumi.

GHIBELLINA
In araldica alla Ghibellina si intende le merlature tagliate e forma di coda di rondine.

GUELFA
Alla Guelfa sta a significare un edificio con le merlature quadrate.

GIGLIO
Simbolo di potenza e sovranità, il giglio araldico è sicuramente il più nobile dei fiori.

INQUARTATO
Quando lo scudo è diviso in quattro parti uguali da due linee, una verticale e l’altra orizzontale, ambedue passanti per il centro dello scudo.

LAMBELLO
Da non confondere con il rastrello! Il lambello è senza dubbio la più nobile delle brisure. È a forma di trangla scorciata e in origine era un nastro frastagliato sospeso sull’elmo del padre e sul collo dei figli. Di solito lo troviamo in capo, ma non è diffcile trovarlo nello scudo anche in altre posizioni. Raro, invece, trovarlo rovesciato. Fu introdotto in Italia nel 1265 dagli Angioini.

LAMPASSATO

Sta anche per linguato, e indica l’animale con la lingua di colore diverso dal corpo.

LEONE
È il più nobile animale del blasone. Simbolo per eccellenza per rappresentare la forza, la magnanimità, la grandezza, il comando e il coraggio.

LUNA
In araldica la luna se effigiata diversamente da piena si dice crescente. E’ considerata il simbolo della Dialettica, ovvero variabile nelle forme come la luna. Il suo significato? Cambiando in continuazione nelle notti è il simbolo della incostanza nella sfortuna. E’ anche simbolo della fortezza d’animo nella sventura; questo per la somiglianza della stessa che fa luce nelle tenebre.

MARE
Secondo il Ginnani se è agitato rappresenta sdegno o animo inquieto. Se, invece, è calmo vuol significare ira frenata, benignità o liberalità.

METALLI
Sono l’oro e l’argento.

MONTE
Secondo alcuni araldisti il monte (e il loro numero) vuol significare i possedimenti alpestri. All’italiana è rappresentato con cilindri coperti da calotte sferiche sovrapposte a piramide..

MOSTRUOSO
“È un termine utilizzato in araldica per indicare animali o persone raffazzonate contro la loro natura o chimeriche” (Antonio Manno).

NAVE
Animo forte che resiste alle avversità, viaggi e vittorie navali è il significato in araldica delle nave. Di solito se la troviamo nelle stemmi comunali vuol significare la posizione dello stesso sul mare o su un corso d’acqua. Non è il caso del Comune di Nave… (Bs)

NERO
E’ il simbolo della stabilità o costanza e del dolore. Non era di questo parere il Ginanni che lo giudicava il più ignobile dei colori perché gli ricordava le tenebre. Il nero fu introdotto dai cavalieri che portavano il lutto.

ONUSTO DI FRUTTI
Pianta o ramo con frutti.

ORO
Vuol significare la fede, la forza, la ricchezza, il comando, ecc. È sicuramente il metallo più nobile del blasone, nel quale si rappresenta punteggiando sia le figure che il campo. Sulla carta si riproduce con l’oro in foglia o in polvere.

PALO
Classica pezza onorevole di prim’ordine, occupa la terza parte di pezzo dello scudo posta in verticale.

PARTIZIONI
Figura araldica che determina la divisioni dello scudo secondo le direzioni araldiche.

PECORA
E’ il simbolo per eccellenza della mansuetudine e della dolcezza. Si pone sempre di profilo e passante, o pascente. Mai rampante! Tanto meno rivolta a sinistra!

PELLICCIE
Sono l’ermellino e il vajo. Valgono tanto come colore che come metallo.

PEZZE ARALDICHE
Figura araldica costituita da figure naturali e artificiali che sono state alterate dall’araldica.

PORPORA
I romani, in primis, utilizzarono il color porpora come simbolo del potere, fregiando di drappi rossi dei senatori (una striscia di porpora sovrapposta alla tunica indicava, se larga – latus clavus – designava l’appartenenza dell’ordine senatoriale), vestendo l’imperatore di tuniche interamente tinte di questo colore. È oggi il colore dei vestimenti dei cardinali. Graficamente il color porpora si rappresenta nell’arme con linee diagonali araldicamente da sinistra a destra. Sulla carta si riproduce con l’azzurro di Prussica e la lacca cremisi, in egual misura.

QUERCIA
E’ il simbolo di forza e potenza, nobiltà, animo forte, antico dominio. E’ quasi sempre rappresentato onusto di frutti.

RASTRELLO
Secondo il Camajani non bisogna confondere il rastrello con il lambello; figura con la quale non ha niente in comune. È però altrettanto vero, continua lo studioso, che molti araldisti adottano spesso questo per quello, sbagliando. Infatti, la parola rateau vuol dire rastrello, ma come termine rurale (serve per ammassare il fieno e il grano) e non araldico.

ROSSO
A tratteggio si rappresenta con le linee perpendicolari. Questo colore appare in quasi il 70% degli stemmi italiani. Numerosi i suoi significati. Eccone alcuni: amore verso Dio e verso il prossimo, generosità, grandezza, nobiltà, dominio, audacia e valore.

RUOTA (di Mulino)
Simbolo di Obbedienza, e ricordo di giurisdizione sui mulini, la ruota ben si presta a questa simbologia. Infatti, affronta sì la violenza dell’acqua corrente, ma nel contempo asseconda e obbedisce al movimento che la stessa corrente gli imprime.

SCALA
Secondo il Ginnani la scala rappresenta onori acquistati con fatica e difficoltà, ma anche una dignità ottenuta o un’impresa riuscita.

SCUDO
E’ il fondo sul quale si disegnano le figure e le pezze araldiche.

SINISTRA
La sinistra di uno scudo è quella posta a destra dei chi lo guarda.

SMALTI
I metalli, colori e le pellicce. In Italia spesso anche il campo di cielo.

SPADA
Quasi sempre posta in palo, e con la punta rivolta verso l’alto, è simbolo di origine o volontà guerriera.

STEMMA
Dal latino stemma, ovvero corona, e dal greco stémma. Lo stemma è la raffigurazione di figure che costituiscono un contrassegno, ufficialmente riconosciuto, di una persona, di uno stato, di un ente, o di una famiglia.

TIMBRARE
Porre elmi, corone, cappelli e tocchi sullo scudo.

TRANGLA
È la fascia diminuita di una metà.

VERDE
E’ il colore che simboleggia la vittoria, l’onore, la cortesia, la civiltà, l’allegrezza, l’abbondanza e l’amicizia. Fu il colore dei Ghibellini. Rappresenta anche la speranza. Il motivo? Semplice. Perché allude ai campi primaverili di colore verde, appunto. E ciò fa sperare in una copiosa messe.

N.B. Alcune notizie di questo Piccolo Dizionario sono tratte dal Dizionario Araldico di Piero Guelfi Camaiani (Hoepli Editore) e dal Vocabolario Araldica Ufficiale, tradotto da Antonio Manno.

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